28 Gennaio 2025

Cristina Chiabotto

Miss Italia nel 2004, è uno dei volti più noti della tv, del web e della moda. Conduttrice di programmi televisivi e radiofonici di successo, è testimonial della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro.

Nella tua carriera televisiva c’è un programma al quale sei in assoluto più affezionata?

«In questi 20 anni ho vissuto esperienze meravigliose ed è difficile fare una classifica, però tra i programmi che mi hanno dato molto, che mi hanno un po’ cambiato la vita, dopo Miss Italia, sicuramente Ballando con le stelle che ho vinto nel gennaio del 2006, mi ha dato una visibilità, e poi era il secondo anno di questo programma che comunque continua a piacere e permette di farti conoscere non solo per il ballo ma anche come persona.  Proprio tramite Ballando con le stelle il capo progetto delle Iene mi aveva notata per condurre la trasmissione, quindi mi sono trovata a 19 anni a presentare le Iene, un programma così forte, pieno di momenti anche particolari da raccontare».

La tua presenza a Celebrity Chef con Alessandro Borghese sembra aver indirizzato il tuo percorso anche sui social verso il mondo del gusto e della ristorazione. Si profilano altre nuove esperienze in questi ambiti?

«Il programma con Borghese è stato meraviglioso. Io avevo già condotto due programmi con lo chef Davide Scabin, ma sono partita dall’idea che in cucina se mi applico posso fare qualcosa. La mia base comunque era la capacità di agitare il basilico tra le mani per diffondere meglio il profumo, ecco con questa esperienza di cucina da Borghese ho portato un po’ la mia ironia, la mia personalità, mi sono divertita tantissimo. è uno dei volti più noti della tv, del web e della moda. È un programma secondo me geniale, lui bravo, e ho vinto quella puntata, non so come io abbia fatto però ho vinto. Me la sono sempre giocata nella vita per l’empatia e il carattere, non sono competitiva e ho esternato il mio sorriso. E mi è andata anche bene. Poi qualcosa di buono l’avrò fatto perché si parla pur sempre di food. Non so se tornerò a fare qualche progetto direttamente in cucina, ma certamente è stato un modo divertente per raccontarmi anche sui social. Oggi sono anche mamma di due bambine piccole di tre e due anni, quindi è un modo anche per raccontare altro del tuo stile di vita, parlo spesso di prevenzione quindi anche sull’alimentazione e il mangiare sano. Ho un po’ stravolto la mia vita anche sul lato alimentare e dunque mi sento di raccontare cose giuste trasformandole in messaggi belli, positivi che possono arrivare a tutti».

Ti consideri una testimonial di Torino?

«Mi sento un po’ ambasciatrice della mia città. A maggior ragione oggi che ho iniziato una collaborazione con Turismo Torino per raccontarla ancora meglio. Secondo me siamo fortissimi per la storia, per quello che offriamo, ma spesso non riusciamo a raccontarlo. E così con Turismo Torino 

abbiamo scelto di fare questo viaggio insieme, ogni mese raccontando qualcosa di più della nostra città, presentandola magari in un modo un po’ diverso. Sono tornata dopo tanti anni di viaggi, di cambiamenti, perché all’inizio ho vissuto a Roma, dopo Miss Italia. Poi sono tornata a Torino. Sono felice di non aver messo da parte le mie origini, ho casa nel Parco della Mandria, sono di Borgaro Torinese, sono nata a Moncalieri. Quindi viva Torino, ma anche la cintura di Torino. Mi godo il verde con la mia famiglia, con le bambine piccole, mi sto godendo tutto. Sono sempre a Torino per eventi, per viverla intensamente, ho bisogno di Torino e del mio ossigeno, quindi viva Torino!».

Sei anche la madrina della Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro di Candiolo, di recente hai tenuto una sessione di pilates al Circolo dei Lettori di Torino, per supportare le campagne di prevenzione. Che evoluzione avrà nel 2025  il programma “Sul tumore facciamo rumore” che realizzi da due anni per sostenere la prevenzione e la cura delle neoplasie?

È un argomento a cui tengo molto. Sto cercando attraverso la comunicazione, tramite i social media o gli eventi, di raccontare sempre di più quanto sia importante fare rumore sulla malattia del cancro, perché è necessario saperne di più, essere informati, capire cosa si può fare, prevenire, amarsi, dedicarsi del tempo, vivere uno stile di vita sano, ma non solo teoricamente, ma proprio in modo pratico. Quindi “Sul tumore facciamo rumore” è una rubrica che permette di ampliare le proprie conoscenze con l’intervento di esperti, dei medici, e che sottolinea l’importanza di fare qualcosa per noi stessi. Stiamo ancora elaborando il format per il 2025, ma arriveremo presto con notizie molto belle che ci regalano speranza, che ci aiutano a dire che possiamo fare qualcosa anche noi, ovviamente nei limiti delle nostre possibilità, senza pretendere di fare miracoli».

Un grande calciatore come Claudio Marchisio ha fatto un percorso analogo al tuo e oggi si divide tra tv, imprenditoria, solidarietà e impegno sociale. È un buon esempio di torinesità?

«Assolutamente sì, Claudio è una persona che rappresenta Torino, non ha mai smesso di raccontare le sue radici e fin dal principio ha dato sempre una grande dimostrazione di amore per la sua città, unisce sempre ed è sempre presente, mantenendo i piedi per terra sugli aspetti importanti della vita, non solo sulle grandi soddisfazioni derivanti dal suo lavoro, un sogno così grande come quello che ha vissuto lui, ma c’è sempre stato anche nelle cose più semplici».

[Ph.credits: Eleonora Proietti]