10 Dicembre 2024
Luca Sofri
Luca Sofri, giornalista e scrittore, è il fondatore e il direttore de Il Post, giornale online punto di riferimento nel panorama dell’informazione italiana, per rigore, correttezza, trasparenza e accuratezza. Il metodo dell’autocorrezione costante, anche retrospettiva, la ricerca e la cura delle parole, l’impegno preso con i lettori di spiegare bene le notizie, sono un marchio di fabbrica.
Appassionato di musica, ha pubblicato Playlist. La musica è cambiata (Rizzoli) e cura una newsletter “quasi” quotidiana, Le canzoni, inviata agli abbonati de Il Post.
Sofri è stato ospite dell’edizione speciale de “Il Salotto di Mao” per i 10 anni dell’NH Carlina, festeggiati con una serie di eventi artistici e musicali dal 4 all’8 dicembre 2024. La conversazione che segue è un estratto dal Salotto che si è svolto al Carlina.
La decisione di intraprendere un percorso come quello del Post deve essere stato un salto nel vuoto, si è trattato più di imprudenza o spontaneità?
«Personalmente non ho mai fatto niente di imprudente, anzi esattamente il contrario, ho fatto delle cose straordinariamente prudenti, caute, a volte pavide perfino. Il Post ha fatto una serie di geniali scelte di marketing senza accorgersene, io e le persone che hanno lavorato con me abbiamo fatto delle cose che volevamo fare e che ci venivano spontanee, non erano nemmeno delle scelte, si è creato un contesto intorno, ci sono stati dei cambiamenti intorno che hanno fatto sì che quelle cose funzionassero e si rivelassero azzeccate. Ci siamo mossi con prudenza, duttilità, attenzione al cambiamento nel breve termine piuttosto che con progettualità e visioni. Quello che abbiamo fatto col Post è appunto trovarci in un contesto nuovo che permetteva di fare, con risorse molto più limitate, quello che prima non si poteva fare o si poteva fare soltanto con grossi investimenti di capitali, cioè un giornale, piccolo ma con ambizioni generaliste, a patto di avere una straordinaria attenzione, cautela e prudenza al cambiamento e alle evoluzioni in corso, e quindi di conseguenza con una logica completamente antimprenditoriale, non prendendo nessun tipo di rischio, stando attenti agli spiccioli».
Hai evidenziato tre punti chiave che caratterizzano il Post. Quali sono?
«Il Post è nato fondamentalmente con tre approcci che tuttora mantiene: il primo, fare un lavoro di informazione accurato.
Il secondo: fare un lavoro di informazione chiaro, appunto le cose spiegate bene. Il terzo: fare un lavoro di informazione dedicato molto al contemporaneo e a quello che sta succedendo adesso. Sono le tre cose più banali di qualunque idea di giornalismo che si possa avere, però in un contesto in cui queste cose sono fatte pochissimo, come il contesto dell’informazione italiana soprattutto, ma anche non italiana, nella nostra piccola nicchia che comunque è cresciuta molto negli ultimi anni, queste cose hanno funzionato – e non lo dico con falsa umiltà – perché gli altri non le facevano».
Le canzoni. La tua newsletter quotidiana arriva ogni sera agli abbonati del Post da circa cinque anni.
«Faccio questa newsletter essendo di una straordinaria ignoranza nei confronti della musica, sono semplicemente uno straordinario appassionato di musica e canzoni, senza che questo mi abbia mai fatto imparare niente. Passo per essere un esperto di musica. Racconto ogni sera una canzone e intorno ci metto un po’ di altre informazioni, delle volte non racconto nemmeno la canzone ma parlo dei fatti miei, per me è diventata una specie di evoluzione di quello che per molti anni è stato il mio blog. Nella newsletter mi lascio andare a parlare di cose personali. Questa ignoranza, se vogliamo, mi aiuta però a mettermi di più nei panni di chi legge e di chi ascolta».





